A Dalila Catenaro e al suo “Uno sguardo al di là del faro”, 06-11-2025

Ci sono libri che arrivano come un abbraccio silenzioso, come una carezza che sa di luce. “Uno sguardo al di là del faro” è uno di quei libri. Nel raccontare la storia di Juliette, una donna che cerca sé stessa tra le ombre del passato e le luci del sapere, tu, Dalila, hai saputo parlare di ognuno di noi. Della nostra fragilità, dei nostri smarrimenti, ma anche di quella forza che nasce quando decidiamo di guardare oltre la paura, oltre le abitudini, oltre i confini che ci siamo costruiti. Il tuo romanzo è un ponte tra tempi e anime: tra la New York sospesa del presente e l’Alessandria d’Egitto di Ipazia, tra la razionalità della mente e le inquietudini del cuore. In questo viaggio, la tua scrittura diventa faro e specchio insieme — illumina, ma riflette anche la nostra umanità più autentica. Juliette e Ipazia, due donne lontane eppure vicine, ci insegnano che la conoscenza non basta se non è accompagnata dall’ascolto, dalla compassione, dalla possibilità di cambiare rotta.
E tu, con la tua sensibilità profonda, ci ricordi che la vera felicità spesso non si trova nei grandi approdi, ma nel coraggio di attraversare la tempesta con lo sguardo rivolto alla luce. Dalila, con questo romanzo hai donato una parte di te al mondo. Hai scritto una storia che parla di rinascita, di consapevolezza, e soprattutto di amore: verso la vita, verso la ricerca, verso il mistero che ci abita.
E chi legge, inevitabilmente, si ritrova un po’ cambiato. Grazie per questo sguardo che va oltre, e per la luce discreta ma intensa che sai portare con le parole.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *