L’iniziativa “OGGI LEGGO ANCH’IO”, che da ben 18 anni si rinnova ogni venerdì alle 17:30 presso la libreria Giunti al Punto di Campobasso

In un’epoca dominata dal rumore di fondo, dalla fretta e dalla frammentazione dell’attenzione, l’atto di fermarsi ad ascoltare è diventato una forma di resistenza pacifica. Ascoltare non è semplicemente l’atto biologico dell’udire; è uno spazio intenzionale che decidiamo di concedere all’altro, un esercizio di empatia e accoglienza. L’iniziativa “OGGI LEGGO ANCH’IO”, che da ben 18 anni si rinnova ogni venerdì alle 17:30 presso la libreria Giunti al Punto di Campobasso, rappresenta un esempio straordinario di come l’ascolto possa trasformarsi in un pilastro comunitario. Diciotto anni di costanza ininterrotta non sono solo un traguardo temporale: sono il simbolo di una generazione che è cresciuta, o che è cambiata, attorno al suono di una voce che legge. Il tempo moderno tende a consumare tutto rapidamente, eppure ci sono appuntamenti che sfidano questa frenesia. La puntualità di questo incontro settimanale agisce come un faro: Una soglia temporale: Il venerdì pomeriggio segna la transizione dalla settimana lavorativa al tempo per sé. Alle 17:30, quel tempo diventa collettivo. Un porto sicuro: Sapere che una cosa accade “senza mai fermarsi” offre una rara certezza. Le stagioni cambiano, il mondo fuori si agita, ma la pagina si apre e l’ascolto comincia. La lettura ad alta voce è un atto che ha bisogno di un controcanto fondamentale: l’orecchio di chi ascolta. Senza ascolto, la parola scritta rimane muta, e la parola letta si disperde nel vuoto. Ascoltare una storia significa accettare di camminare nei passi di un altro, sospendere il giudizio e allenare l’immaginazione. Quando questo avviene in uno spazio condiviso, l’esperienza individuale si trasforma in memoria collettiva. A Campobasso, tra gli scaffali di una libreria, si compie così un piccolo miracolo settimanale. L’ascolto abbatte le distanze e crea un terreno comune dove la parola scritta diventa carne, emozione e legame. Diciotto anni di “OGGI LEGGO ANCH’IO” dimostrano che la cultura non vive solo di grandi eventi isolati, ma di micro-rituali quotidiani. La libreria cessa di essere un semplice luogo di commercio e diventa un presidio culturale, una piazza al coperto dove la comunità si ritrova per esercitare la più nobile e dimenticata delle facoltà umane: la capacità di prestare attenzione. Lunga vita a chi continua a scegliere la via dell’ascolto.

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