“Maria, la matta di Collevento” di Orlando Ionata, settembre 2025
Ho letto (finito da mezzora) “Maria, la matta di Collevento” in un fiato, due ore scivolate via con la frenesia di chi non riesce a staccarsi da una voce che incanta e ferisce insieme. Sono stato trasportato dentro le mura di Collevento, questo paese immaginario eppure più vero di tanti luoghi concreti, e ho camminato accanto a Maria, sentendo il peso della sua vita inchiodata a un destino che non le apparteneva. Il tuo romanzo ha il coraggio di riportare alla luce ciò che la Storia tende a seppellire: le esistenze fragili, cancellate, schiacciate da diagnosi costruite e da un’istituzione psichiatrica che per decenni ha tolto voce a chi chiedeva soltanto dignità. Maria diventa simbolo e carne, memoria e ferita, incarnando tutte quelle donne dimenticate, rinchiuse non solo nei manicomi ma anche nel silenzio delle comunità e delle famiglie. Colpisce l’intensità della scrittura, capace di oscillare tra crudezza e poesia. L’elettroshock, l’idroterapia, la stanza d’isolamento non sono solo dettagli storici: diventano esperienze sensoriali che trapassano il lettore, lo costringono a sentire, non solo a sapere. E dentro tanta oscurità, emerge la luce fragile e testarda della spilla di Donna Filomena, del figlio Francesco mai dimenticato: simboli di un amore che resiste oltre la violenza del tempo e delle istituzioni. Leggere questa storia significa fare i conti con la nostra memoria collettiva, con il lungo cammino che ha portato alla rivoluzione di Basaglia e con l’umanità negata a chi, come Maria, non aveva strumenti per difendersi. È un romanzo necessario perché non consola, non addolcisce, ma restituisce dignità attraverso la verità del racconto. Alla fine della lettura, rimane la sensazione di aver conosciuto davvero Maria, di averle restituito, almeno per il tempo di queste pagine, lo sguardo che la vita le ha negato. E rimane soprattutto la gratitudine verso TE, capace di trasformare una vicenda personale e locale in un grido universale contro l’oblio e l’indifferenza. COMPLIMENTI. Di vero CUORE. Pietro.





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