Ad Arianna Gianfelice

Ad Arianna Gianfelice e Giovanni

Una voce che non cerca trionfi,

ma custodisce il peso e il miracolo dei giorni.

Arianna, madre coraggio e terra di confine,

racconta il silenzio che diventa tempesta,

il momento in cui un foglio in mandarino

ti si posa sul petto e ti chiede di decifrarlo,

senza dizionario, senza una mano che ti guidi.

A due anni lo sguardo si perde altrove,

e la diagnosi cade come una spada di Damocle,

fredda, chirurgica, distante.

Ti ritrovi in un labirinto senza pareti,

dove le istituzioni tacciono

e il mondo fuori giudica, misura, pretende

che tu sia sempre forte, sempre roccia,

senza crolli, senza ombre.

Ma tu, Arianna, hai conosciuto il fondo:

le estati infinite, i pericoli corsi,

la stanchezza che ti immobilizza le mani,

quel senso di impotenza che toglie il fiato.

Eppure, in quel dolore che scava e trasforma,

hai trovato una forza antica,

una luce che non chiede applausi

ma abbraccia la verità nuda delle cose.

Giovanni e Lino, due mondi intrecciati.

Giovanni, con la sua normalità così diversa,

il suo tempo che segue leggi silenziose,

il suo rifugio protetto dai rumori del mondo.

E Lino, il fratello, custode e specchio,

che con un cenno sa riportare la pace,

insegnando a tutti che l’amore non ha bisogno di regole imposte.

Non è favola, non è retorica, non è il genio incompreso dei film.

È vita vera, fatta di salite, di terapie da pagare,

di barriere che resistono, di solitudini condivise a metà.

Ma è anche la tenerezza di chi non si arrende,

di chi ha scelto di guardare il mondo con occhi nuovi,

più empatici, più umani.

Il sogno più grande, Arianna,

è il più bello che una madre possa custodire:

volare via un giorno e sapere che lui cammina da solo,

libero, sicuro, padrone della sua vita.

Fino ad allora, sarai lì,

macchina di amore e di coraggio,

voce della bellezza autentica,

quella che non ha paura di tremare

e che sa stringere a sé il cuore del mondo.

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