A Teresa Boccardi

A Teresa Boccardi, voce di un amore che non si arrende, specchio di ogni madre che custodisce il mondo fragile e immenso di un figlio.

Il battito del silenzio
C’è un mondo che cammina in punta di piedi,
dietro le porte chiuse di una routine
fatta di gesti esatti, di sguardi sospesi,
dove il tempo ha un respiro diverso,
più lento, più profondo,
custodito nel segreto di una diagnosi
che trasforma la vita in un foglio bianco da scoprire.

Tu, Teresa, lo sai bene.
Lo sai nei giorni in cui il mondo corre fuori
mentre tu resti lì, a sorreggere il cielo
quando per Davide tutto trema,
quando il rumore della vita si fa tempesta
e l’aria diventa troppo stretta per respirare.
Eppure, in quel dolore che scava e stringe il cuore,
la tua voce non trema:
si fa scudo, carezza, promessa incrollabile.

C’è una forza silenziosa nei tuoi passi,
nelle notti vegliate in bianco,
nell’impotenza che morde le mani
ma che subito si fa coraggio,
perché l’amore — quello vero, viscerale —
non conosce confini né stanchezze.
È l’amore che ti spinge a lottare
perché ogni giorno abbia un senso,
perché nessuno debba mai sentirsi solo
su questa terra che dimentica troppo in fretta
chi vive la vita con un passo differente.

Tu chiedi solo giustizia, dignità, un posto nel mondo:
quel diritto semplice e sacro
di essere liberi, di lavorare, di esistere
senza dover mendicare attenzione.
Chiedi che la fragilità non sia un peso da nascondere,
ma un’abilità nascosta da accogliere,
perché ogni figlio, ogni ragazzo, ogni uomo
merita di veder fiorire i propri sogni,
anche quando la strada si fa in salita
e le istituzioni girano lo sguardo altrove.

E quando la sera cala
e ti fermi in quei cinque minuti di silenzio,
sei donna prima ancora che guerriera.
Sei la madre che stringe forte i suoi ragazzi,
la sorella, l’amica, l’anima di una rete
che si stringe come una famiglia di farfalle blu.

A te, Teresa, che hai scelto di non voltarti mai dall’altra parte
e di trasformare la fatica in luce:
grazie per aver insegnato a tutti noi
che la bellezza più autentica
è quella che sa resistere,
che sa abbracciare l’ombra
per farne fiorire, ogni giorno, il coraggio.

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