Intervista a NATALIE CALDONAZZO

A differenza di molti tuoi colleghi che in ogni intervista rivendicano o millantano rapporti importanti, tu hai sempre evitato di parlare di Massimo Troisi, al quale sei stata legata prima che morisse… «E mi fa piacere che questo si sia notato. All’epoca ho lasciato parlare tutti quelli che ritenevano di dover dire qualcosa, restandomene da parte ad ascoltare, disgustata». Disgustata da cosa? «Da tanti atteggiamenti tenuti da gente che se ne approfittava, senza fare nomi. Io ho seguito più il suo stile, diverso da quello con cui si muove la maggior parte delle persone. Non faccio di tutto per conquistare una copertina, e penso che si sia notato. Anche a discapito mio, me ne rendo conto!». «Non uso gli altri per stare a galla» Se oggi potessi scegliere un progetto capace di ridarti nuovi stimoli su cosa punteresti? «Su un film di qualità, magari con un regista importante. Non mi è mai importato apparire, tanto per farlo. Avrei potuto continuare a gironzolare in tv, condurre programmi e fidanzarmi con qualcuno famoso per restare a galla. Ma non fa parte di me. Quando ho scelto il teatro è stato un salto nel buio, ma almeno è una strada di qualità. Io cerco di seguire sempre questa linea, piuttosto che fare la prezzemolina a destra e a manca». Con tua figlia Mia che mamma sei? «Lei sta crescendo, e io mi sto godendo un bel rapporto, non dico da amica, perché non credo nei rapporti di amicizia tra genitori e figli… Mi piace raccontarle la verità, senza fare troppi ricami intorno alle cose. Credo sia giusto che i più giovani vengano messi di fronte alle problematiche della vita. Mi piacerebbe insegnarle, partendo dai miei sbagli, quello che non deve fare. A Mia cerco di far capire che indietro non si può tornare, e che è importante farsi trovare sempre preparati».

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